Walter Ferrari ci guida alla scoperta della rana verde, simbolo degli stagni italiani e di un ecosistema fragile
Dalle risaie della Pianura Padana ai fossi di campagna, un viaggio tra biologia, curiosità e memorie d’infanzia per raccontare la rana per antonomasia, oggi sempre più minacciata dall’inquinamento e dalla scomparsa degli ambienti umidi
La rana per antonomasia
Guida alla scoperta della rana verdeneglistagni italiani.La rana verde o comune è la rana per antonomasia, quella che viene in mente a chiunque quando si parla di rana. Più che di una singola specie, conrana verdesi intende uncomplesso di speciedi difficile distinzione che comprende larana dei fossi (Pelophylax lessonae), larana verde minore (Pelophylax esculentus)e larana verde maggiore (Pelophylax ridibunda). È unanfibio anuro(senza coda) della famigliaRanidae, dal muso appuntito e dalle dita ampiamente palmate.
Caratteristiche fisiche e riconoscimento
Ledimensionivanno dai12 ai 15 cm, con i maschi più piccoli delle femmine. Il colore del dorso varia dal verde erba al verde oliva, al verde scuro, al marrone punteggiato e spesso è presente unalinea dorsale chiara; il ventre invece è bianco con macchie grigie. I maschi hanno due evidentisacchi vocalibiancastri posizionati dietro le mandibole; il lorogracidareecheggia per tutta la buona stagione.
Il corteggiamento e l’amplesso
Durante ilperiodo della riproduzioneil maschio gonfia le guance per attirare la femmina; raggiunto dalla compagna si adagia sul suo dorso stringendola in una sorta di abbraccio, dettoamplesso ascellare.
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