Serpente saettone, il rettile non velenoso che conquista anche le aree urbane
Avvistamenti sempre più frequenti tra parchi, siepi e aree verdi urbane. Il colubro di Esculapio si conferma una specie capace di adattarsi agli ambienti antropizzati senza rappresentare un pericolo per l’uomo.
Il serpente saettone (Zamenis longissimus), conosciuto anche come colubro di Esculapio, è un rettile non velenoso della famiglia dei colubridi. È una specie spesso al centro di segnalazioni e falsi allarmi, soprattutto quando viene avvistata nei pressi di abitazioni, giardini o parchi urbani. Non è pericoloso per l’uomo e tende a evitare il contatto diretto.
Un serpente legato alla tradizione della medicina
Il suo nome è legato alla cultura antica. Il saettone era infatti associato al dio della medicina e la sua immagine compare ancora oggi nel simbolo dei medici e dei farmacisti, avvolto attorno al bastone di Asclepio.
Caratteristiche fisiche del saettone
Il serpente saettone può raggiungere i due metri di lunghezza, anche se gli adulti si attestano in genere tra i 130 e i 150 cm. La colorazione è bruno-verdognola, con due semilune giallastre poco evidenti dietro la testa. Il ventre è chiaro, tendente al giallo o al biancastro. La testa è allungata e poco distinta dal collo. Gli occhi sono di media grandezza con pupilla rotonda.
Dimorfismo e giovani esemplari
Il dimorfismo sessuale riguarda soprattutto le dimensioni. Il maschio è mediamente più grande e può arrivare a circa 800 g, mentre la femmina si aggira intorno ai 600 g. I giovani presentano una livrea più macchiettata e una striscia scura dietro ciascun occhio, caratteristica che tende a scomparire con la crescita.
