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    La voce dei popoli indigeni per la biodiversità

    La voce dei popoli indigeni per la biodiversità

    Gli sforzi delle comunità locali che proteggono la natura

    Sommario di come i popoli indigeni tutelano l’ambiente

    Alle porte della COP17 sulla biodiversità, che si svolge a Yerevan fino al 30 ottobre, emergono storie significative di popoli indigeni impegnati nella salvaguardia della biodiversità. Questi gruppi, da sempre custodi della terra, sono protagonisti di progetti che dimostrano come la protezione ambientale sia legata alla cultura e alla gestione sostenibile delle risorse naturali.

    Al centro del dibattito ci sono le azioni concrete che identificano il lavoro di comunità in tutto il mondo. C’è chi restituisce spazio alla biodiversità limitando la caccia o chi ridà vita a varietà di colture tradizionali. Queste storie, presentate nel nuovo rapporto,sp;Local Biodiversity Outlooks 3, mostrano circa 56 esempi di iniziative che dimostrano l’importanza di ascoltare la voce di chi custodisce la natura da generazioni.

    Un patrimonio di biodiversità a rischio

    Secondo le statistiche riportate nel rapporto, le comunità indigene gestiscono o utilizzano territori che coprono il 42% delle terre emerse, mantenendo il 36% delle aree cruciali per la biodiversità globale. Si tratta di un’eredità preziosa, che include foreste, zone umide e terreni agricoli destinati a coltivazioni sostenibili.

    Tuttavia, nonostante il loro significativo contributo, queste popolazioni affrontano ostacoli nei finanziamenti, nelle rivendicazioni dei diritti territoriali e nella partecipazione alle decisioni sulle politiche di conservazione. Agli occhi della comunità internazionale, è fondamentale garantire un riconoscimento formale e un sostegno concreto ai loro sforzi, come avvenuto con la creazione di un organismo permanente dedicato ai popoli indigeni durante la COP16.

    Iniziative di salvaguardia in India

    Tra i tanti esempi presentati nel rapporto, emergono progetti dall’India. Nel Nagaland, un’area montuosa nel nord-est, i villaggi hanno intrapreso la protezione attiva delle loro foreste, creando zone di conservazione comunitaria dove vengono limitate attività invasive come la caccia e il disboscamento. Nel 2014, è nato ilNagaland Community Conserved Areas Forum, che oggi collega oltre 407 aree di conservazione, coinvolgendo comunità che lavorano per proteggere quasi 170.000 ettari di foreste.

    Questa trasformazione è significativa poiché ha portato i cacciatori a diventare guardiani della fauna locale, mentre gli interventi di monitoraggio si sono intensificati, contribuendo a un aumento della biodiversità.

    Il legame tra culture locali e biodiversità

    Il rapporto dimostra che il nesso tra culture indigene e biodiversità si traduce in pratiche sostenibili che beneficiano l’ambiente e le comunità stesse. Le tradizioni locali, tramandate nel tempo, hanno reso questi gruppi i migliori custodi della biodiversità. Ad esempio, il recupero delle varietà di riso tradizionale non solo preserva il patrimonio culturale, ma affronta anche le crisi climatiche attuali.

    È chiaro che i popoli indigeni giocano un ruolo centrale nel raggiungimento degli obiettivi globali per la biodiversità, così come stabilito nell’Accordo di Kunming-Montreal, che mira a fermare e invertire la perdita di biodiversità entro il 2030. Gli eco-agricoltori e i custodi locali delle risorse stanno diventando sempre più protagonisti di un movimento globale.

    Il supporto necessario per le comunità locali

    Affinché queste comunità possano continuare il loro lavoro essenziale, è cruciale che venga loro garantito il supporto necessario, sia in termini finanziari che attraverso riconoscimenti legali per i diritti territoriali. Gli investimenti che mirano a facilitare l’accesso a risorse e programmi di formazione diventeranno sempre più dirimenti per salvaguardare la biodiversità.

    Inoltre, il supporto internazionale e locale può stimolare la creazione di sinergie con altre realtà, incluse quelle lombarde, che perseguono la sostenibilità e il rispetto dell’ambiente, dimostrando che la lotta per la salvaguardia della biodiversità è un valore condiviso.

    Coloro che vivono in simbiosi con la natura hanno molto da insegnare, e ascoltare le loro storie è il primo passo verso un futuro più sostenibile.

    Per approfondire il tema dei popoli indigeni e biodiversità si può consultare l’articolo suLa voce dei popoli indigeni alla Cop17 per la biodiversità.

    Inoltre, è possibile scoprire le iniziative locali per la sostenibilità e il rispetto dell’ambiente che stanno prendendo piede anche in Lombardia, comel’incontro al via della COP17 per la biodiversità.

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