Il ghiro: storia e segreti del mammifero protetto che sopravvive grazie al letargo
Dal 2006 la specie è protetta, predilige gli ambienti ricchi di sottobosco, ma lo possiamo trovare anche in città nei parchi o nei pressi di cascinali abbandonati
Ilghiroè un piccolomammiferoche appartiene allafamiglia dei Gliridi, un gruppo diroditoritra i più antichi del pianeta. Le tracce dei suoiantenatirisalgono infatti a circa58 milioni di anni fa, un’epoca in cui questi animali mostravano già le caratteristiche che conosciamo oggi. Caratterizzato da unapelliccia grigio argenteosul dorso e unventre bianco-giallastro, il ghiro si distingue per la suacoda foltae igrandi occhi sporgentiche gli permettono di muoversi agilmente nell’oscurità.
Habitat e abitudini notturne
Questoanimalepredilige iboschiricchi disottobosco, specialmente quelli dilatifogliecome iquerceti, ma non è raro incontrarlo anche incontesti urbani. Come spiega l’espertoWalter Ferrari, oggi è possibileavvistarloneiparchi cittadinio nei pressi divecchi cascinali abbandonati. Essendo unanimale notturno, ilghiroesce dai suoirifugisubito dopo iltramontoper farvi ritorno prima dell’alba. Durante leore di luce, riposa all’interno dicavità negli alberio innidi rotondeggianticostruiti conmuschioefoglie.
Una specie protetta dalla legge
Dal2006ilghiroè ufficialmente riconosciuto inItaliacomespecie protetta. Questatutelaè fondamentale per preservare unmammiferoche svolge un ruolo importante nell’ecosistemadei nostriboschi. La suadietaè varia e si adatta allestagioni: si nutre principalmente dicastagne,ghiande,nociebacche, ma non disdegnainsettiopiccoli molluschi. Grazie ai suoiartigli robusti, è unarrampicatore eccezionale, capace di passare da unramo all’altrocon estremaprecisione.

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