Fontanili di Lombardia
Risorgive, storia e biodiversità della pianura padana
Fontanili di Lombardia
Presentazione — Walter Ferrari
Ho deciso di dedicare questo lavoro ai fontanilidella Lombardia perché da sempre provo una profonda ammirazione per questi luoghi e per il suono dell’acqua che sgorga dal terreno. La mia passione nasce probabilmente dall’infanzia, trascorsa a Settala, in provincia di Milano, in una casa immersa nel verde che un tempo era stata un mulino da pila utilizzato per la lavorazione del riso. Ancora oggi, nonostante l’edificio sia ormai un rudere, sono visibili alcune strutture idrauliche che testimoniano il legame tra il mulino e il fontanile che lo alimentava.
Crescendo, il mio interesse per la natura, la botanica e il territorio si è rafforzato e mi ha portato a esplorare molti fontanili lombardi, osservandone da vicino le caratteristiche e comprendendone l’importanza storica, ambientale e culturale.
Nel corso delle mie ricerche ho imparato che il fontanile è un ambiente seminaturale nato dall’incontro tra la natura e l’ingegno umano. Alla base della sua esistenza vi sono le risorgive naturali, cioè quei punti in cui l’acqua sotterranea riaffiora spontaneamente in superficie. Per comprendere questo fenomeno è necessario conoscere la storia geologica della Pianura Padana.
Milioni di anni fa, alla fine dell’era Terziaria, la Pianura Padana non esisteva ancora. Al suo posto si trovava un grande golfo marino compreso tra le Alpi e gli Appennini. Successivamente, durante l’era Quaternaria e le varie glaciazioni, i fiumi provenienti dalle montagne trasportarono enormi quantità di materiali alluvionali che riempirono progressivamente il bacino marino, dando origine alla pianura che oggi conosciamo.
La Pianura Padana non è perfettamente piatta come potrebbe sembrare. Essa presenta una lieve inclinazione che scende dalle Alpi verso il Po. Ho scoperto che può essere divisa in due grandi aree: l’Alta Pianura e la Bassa Pianura. Nell’Alta Pianura predominano ghiaie e ciottoli molto permeabili, mentre nella Bassa Pianura prevalgono sabbie e argille più compatte e impermeabili. Questa differenza è fondamentale per spiegare la nascita delle risorgive e dei fontanili.
L’acqua piovana e quella derivante dallo scioglimento delle nevi si infiltrano facilmente nei terreni ghiaiosi dell’Alta Pianura e alimentano una vasta falda sotterranea. Quando però questa acqua incontra gli strati argillosi della Bassa Pianura, il suo percorso viene ostacolato e la falda tende a risalire verso la superficie. Si forma così la cosiddetta fascia delle risorgive, una lunga area che attraversa tutta la Pianura Padana da ovest a est.
I fontanili rappresentano una delle più straordinarie testimonianze del rapporto tra uomo e natura in Lombardia. Grazie a essi si è sviluppata un’agricoltura prospera, fondata sull’utilizzo sostenibile delle risorse idriche e sulla valorizzazione del territorio.
Per me i fontanili rappresentano molto più di semplici opere idrauliche. Sono testimonianze vive della storia della Lombardia, simboli dell’ingegno umano e della capacità di utilizzare le risorse naturali in modo sostenibile. Sono luoghi dove natura, cultura, agricoltura e spiritualità si incontrano e si fondono.
Walter FerrariPer leggere il testo completo e approfondire la storia, le caratteristiche e l'importanza dei fontanili lombardi, leggi l'articolo completo:
Fontanili e risorgive della Pianura Padana in Lombardia
Temi trattati nel volume
Dalla formazione della Pianura Padana 5 milioni di anni fa fino alle glaciazioni che ne hanno definito l'attuale conformazione idrogeologica.
Testa (capofonte), asta e argini: come è fatto un fontanile, come funziona e come veniva costruito dall'epoca medievale a oggi.
Il ruolo dei monaci Cistercensi, le marcite, la struttura sociale agricola dal Padrun al Camparo, fino alla crisi del Novecento.
Lo spurgo periodico, i tini di rovere poi sostituiti da tubi in cemento e infine in ferro, e le tecniche moderne con aria compressa.
Nel Basso Medioevo, la purezza delle acque spinse ordini religiosi a edificare chiese e abbazie in prossimità delle risorgive.
Il fontanile come luogo di relax e osservazione naturalistica, prezioso rifugio di biodiversità a pochi minuti dalle aree urbane.
Flora e fauna caratteristiche dei fontanili
Prefazione — Dott. Stefano Gomarasca, Università di Milano
La Pianura Padana, territorio a noi tutti caro per la bellezza dei suoi paesaggi, piatti, ma spessi in valore culturale, per la sua agricoltura e per le sue opere idrauliche, uniche in tutta Europa, ricche di storia e frutto di un umile e lungo lavoro, ha in se elementi naturalistici preziosi, così come uno scrigno nasconde al suo interno gioielli ed ori. Tra di essi spiccano per fascino, bellezza e ricchezza in forme di vita i fontanili, piccoli biotopi sparsi nella pianura Padana, alimentati da acque sorgenti fresche e pulite. Proprio per queste caratteristiche questi ambienti, spesso minuscoli e poco identificabili nella vastità del territorio della pianura, hanno conservato nel tempo elementi faunistici e floristici ecologicamente molto esigenti, divenuti oggi molto rari nel contesto lombardo. L’espansione dell’urbanizzato, l’intensificazione delle colture agricole che spesso hanno creato “deserti” monospecifici a mais, frumento o riso, hanno impoverito e destrutturato la complessità di un territorio che un tempo era complesso, articolato da un susseguirsi di prati, siepi, rogge, piccoli boschi e fontanili. La banalizzazione del territorio agricolo degli ultimi cinquant’anni ha spinto molti agricoltori a cercare acque “più facili”, sebbene spesso più costose, abbandonando anno dopo anno i fontanili, favorendone l’interramento ed altri processi degenerativi. Oggi i fontanili vivono in quanto divenuti “elementi culturali” e sempre di meno come elementi strategici per l’agricoltura. Infatti, sempre più, sono riconosciuti come realtà cardine di un paesaggio lombardo “storico”, fondamentali per il mantenimento di comunità vegetali ed animali ormai rare (hot spot di biodiversità). In quanto “elementi culturali” i fontanili sono divenuti sempre più “soggetti attivi” di campagne a favore dell’ambiente, per un’agricoltura sostenibile e di qualità. Perseguendo questi obiettivi anche i libri che trattano di fontanili assumono un ruolo strategico nella conservazione dell’identità colturale, della natura e del paesaggio. Sono convinto che questa opera, scritta dall’amico Walter, contribuirà positivamente nel far conoscere ed apprezzare i fontanili lombardi, un tempo fonte di vita ed oggi fonte di ispirazione per chi come me ama trascorrere un po’ di tempo lungo le sponde delle teste osservando attentamente il brulichio della vita, al suono dell’acqua che scaturisce fresca e limpida dal sottosuolo.
Dott. Stefano Gomarasca — Università di MilanoParte di una serie