Roggia Vettabbia, il corso d’acqua millenario che racconta la storia del Sud Est milanese
Dalle opere idrauliche dei monaci cistercensi al Parco Agricolo Sud Milano, un itinerario tra abbazie medievali, paesaggi agricoli e biodiversità fino alla confluenza nel Lambro, nei pressi di Melegnano
Le origini della rete d’acqua milanese
Milano e il suo territorio sono da sempre legati alla presenza dell’acqua. Un patrimonio naturale che trova origine nellerisorgive, fenomeni legati alla presenza di una falda poco profonda e di strati impermeabili nel sottosuolo. L’acqua proveniente dalle Alpi, insieme a quella piovana, penetra nel terreno fino a incontrare le argille, per poi riemergere spontaneamente in superficie.
Questa abbondanza interessa un vasto territorio che dal capoluogo si estende verso i comuni della fascia sud-est della Città metropolitana di Milano. Fontanili, risorgive, rogge, canali e scolmatori costituiscono una rete articolata di corsi d’acqua, conosciuta comeReticolo idrico minore, che nel corso dei secoli ha contribuito allo sviluppo dell’agricoltura e alla trasformazione del paesaggio.
La Roggia Vettabbia e il suo percorso
Tra i corsi d’acqua più significativi per la storia e il paesaggio del territorio c’è laRoggia Vettabbia, un canale di origine antica il cui nome sembra derivare dal latinovectabilis, cioè «capace di trasportare». In epoca romana era navigabile e svolgeva una funzione importante nel sistema idraulico milanese.
La roggia nasce a Milano e procede verso sud-est, attraversando o costeggiando diversi quartieri e località, tra cui Nosedo, Chiaravalle e Viboldone, prima di raggiungere ilfiume Lambro nei pressi di Melegnano, nella zona del Bosco di Montorfano.
Lungo il suo percorso si incontrano luoghi che conservano tracce della storia milanese. Tra questi figurano i resti del Convento delle Dame Vergini alla Vettabbia e un antico mulino nella zona di Ripamonti. Dopo essere riemerso in superficie, il corso d’acqua attraversa il Parco delle Memorie Industriali, nel quartiere Spadolini, e raggiunge Morivione, dove si trova il cosiddetto glicine di Leonardo, una pianta secolare.
La Vettabbia prosegue poi verso il quartiere Vigentino, il cui primo nucleo risale al XII secolo, e si addentra nelParco Agricolo Sud Milano. Qui incontra Vaiano Valle, piccolo borgo rurale di origine trecentesca, e costeggia il depuratore di Nosedo, dal quale riceve le acque depurate. Il percorso continua nel Parco della Vettabbia e passa tra il borgo di Chiaravalle e la sua celebre abbazia.
Lasciato il territorio milanese, il canale prosegue tra San Donato Milanese e San Giuliano Milanese, attraversando un paesaggio nel quale le testimonianze storiche convivono con le aree agricole. Nel tratto finale passa nei pressi dell’Abbazia di Viboldone, fondata nel 1176 dagli Umiliati e completata nel 1348, prima di confluire nel Lambro.
Il Parco della Vettabbia, tra natura e città
Istituito nel 2005, ilParco della Vettabbiasi estende per circa 37 ettari all’interno del Parco Agricolo Sud Milano, tra le aree antistanti l’Abbazia di Chiaravalle e l’impianto di depurazione di Nosedo, il primo e più grande impianto di trattamento delle acque reflue della città di Milano.
L’area rappresenta un punto d’incontro tra ambiente urbano e campagna. Le piste ciclopedonali attraversano filari di alberi, siepi, prati e corsi d’acqua, offrendo la possibilità di osservare un paesaggio nel quale convivono attività agricole e ambienti naturali.
Il parco è accessibile da via Ripamonti, via San Dionigi e via Sant’Arialdo. I percorsi consentono di muoversi a piedi o in bicicletta e di raggiungere l’Abbazia di Chiaravalle partendo da Nosedo.
