Cedro dell’Himalaya
Scheda botanica
Cedro dell’Himalaya
Cedrus deodara G. Don
| Nome comune | Cedro dell’Himalaya |
|---|---|
| Nome latino | Cedrus deodaraG. Don |
| Famiglia | Pinaceae |
| Altezza | Fino a 50 m |
| Foglie | Persistenti, aghiformi, in fascetti di 20-30 |
| Fioritura | Ottobre-novembre |
| Longevità | 150-200 anni |
| Origine | Himalaya occidentale |
| Introduzione in Italia | 1822 |
| Utilizzo | Ornamentale (parchi, giardini, viali); legno profumato |
Le immagini presenti su questo sito sono concesse secondo la licenzaCreative Commons Attribution-NonCommercial (CC BY-NC). È consentito l’utilizzo esclusivamente per finalità non commerciali (didattiche, accademiche, di ricerca e culturali). È obbligatoria la citazione della fonte:“Foto diwww.walterferrari.it“.
Images on this website are licensed underCreative Commons Attribution-NonCommercial (CC BY-NC). Use is permitted for non-commercial purposes only (educational, academic, research, and cultural use). Attribution is required:“Photo bywww.walterferrari.it“.
Portamento
Albero di prima grandezza, che raggiunge i 50 m di altezza. La chioma è piramidale da giovane e diventa progressivamente irregolare o a cupola con l’età. Si distingue dagli altri cedri per i rami penduli.

Tronco e corteccia
Tronco diritto e possente, con rami orizzontali lunghi e poderosi, soprattutto in basso, e ascendenti. La corteccia, di colore grigio-marrone scuro, presenta placchette lisce e screpolature poco profonde.

Foglie
Persistenti, aghiformi, di colore verde scuro. Crescono solitarie sui germogli dell’anno e riunite in fascetti di 20-30 sui brevissimi rametti degli anni precedenti.

Fiori
Specie monoica, con fiori unisessuali portati sullo stesso albero. I fiori maschili sono coni eretti, dapprima verdi, poi flaccidi e di colore giallo-bruno; i femminili sono piccoli coni ovali verdastri, più radi rispetto a quelli degli altri cedri.



Frutti
Coni eretti, ovoidali, mai incavati all’apice, lunghi circa 7-10 cm; dapprima di colore violaceo, poi bruno-verdastri. Maturano in due anni; in seguito le squame della pigna, a dorso liscio, si disarticolano e cadono per liberare i semi, lasciando sul ramo l’asse del cono (rachide). Di solito i frutti non compaiono su esemplari di età inferiore ai 40-50 anni.


Origine ed ecologia
Originario della regione occidentale dell’Himalaya, dove vive tra i 1000 e i 3000 m di altitudine, in boschi puri o misti con altre conifere e latifoglie. È stato introdotto in Italia nel 1822.
Utilizzo e note
Albero di primissimo valore ornamentale, utilizzato in parchi, giardini, cimiteri e viali. Il nome della specie deriva dal sanscritodevadāru, «albero degli dei»; il suo legno profumato è stato usato in Asia per costruire templi e scolpire oggetti sacri. Può vivere 150-200 anni.