Il Canale Pietro Vacchelli tra ingegneria e biodiversità
L’opera di presa dell’acqua dal fiume Adda tra il comune lodigiano di Merlino e il comune cremonese di Spino d’Adda, scorre da ovest a est nella Media Pianura Lombarda e costituisce la maggiore opera idraulica per l’irrigazione del territorio della provincia di Cremona
Le origini del progetto
Ilcanale Pietro Vacchelli, originariamente noto comeCanale Marzano, rappresenta una delle opereidraulichepiù significative del territoriolombardo. La sua costruzione ha radicistoricheprofonde, legate alla necessità diirrigarele aride terre delcremonese. L’opera prende il nome dal senatorePietro Vacchelli, che ne fu il principale promotore alla fine delXIX secolo. La presa dell’acquaavviene dalfiume Adda, in una località situata tra il comune lodigiano diMerlinoe quello cremonese diSpino d’Adda.
Un percorso tra le province
Iltracciatodelcanalesi snoda per circa34 chilometri, bagnando con le sueacquegran parte del territoriocremonese. Durante il suo corso, l’infrastrutturaattraversapaesaggi agricolidi pregio fino a raggiungere la sua destinazione finale aGenivolta, in localitàTombe Morte. Uno dei punti di maggiore interesseingegneristicoè ilponte canale, una struttura che permette alVacchellidi scavalcare il fiumeSerio, mantenendo il suoflusso costanteverso lapianura.
Biodiversità e osservazioni naturalistiche
Oltre alla suafunzione primaria, ilcanaleè diventato nel tempo uncorridoio ecologicofondamentale. Il naturalistaWalter Ferrariha documentato la ricchezza dellafaunache popola questesponde. In prossimità delleacqueè possibile osservare diversespecie aviarie, tra cui ilgermano reale, l’airone, lagarzetta, ilcormoranoe igabbiani. Non mancano inoltre numerose varietà difarfalleelibellule, che conferiscono alla zona un elevato grado dinaturalità.

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