Foreste italiane, Uncem lancia 10 punti per una strategia vera: «Basta perdere tempo»
A Oulx si chiude “Bosco e Territorio” e Uncem presenta una roadmap concreta per le filiere forestali italiane: 10 proposte chiare, urgenti e pensate per i 3500 Comuni montani del Paese.
Non è un documento di facciata. È una lista di impegni concreti, scritti con la fretta di chi sa cheil tempo stringe. Mentre aOulxsi chiudeva l’edizione 2025 diBosco e Territorio— evento che ha riunito imprese, enti locali, studenti, appassionati e terzo settore —Uncemha presentato i suoi 10 punti chiave per dare finalmente corpo a una strategia forestale nazionale che non resti sulla carta.
Il testimone passa ora aBeFire BeWood, appuntamento fissato a febbraio 2027 aBologna Fiere. Ma nel mezzo, c’è da lavorare. E tanto.
Foreste italiane: i 10 punti di Uncem per cambiare passo
Il punto di partenza è chiaro: attuare ilTesto unico nazionale forestalee dare gambe alla Strategia forestale nazionale. Contempi certie impegni politici, pratici e istituzionali che non siano solo dichiarazioni d’intenti.
1. Unità dei territori montani.Tutti i 3500 Comuni montani italiani — alpini e appenninici — devono lavorare insieme sulle filiere forestali.Bosco, legno, casa, energia, paleria, costruzioni: filiere diverse, ma con un obiettivo comune. Dividersi sarebbe un errore fatale.
2. Giusto valore alle foreste e a chi ci lavora.Le imprese forestali, gli operai del bosco, gli imprenditori del legnosono la montagna. Chiedono politiche e visione, non qualche bando saltuario. Servono affidamenti pluridecennali di aree forestali comunali pianificate e certificate, gestiti da Comuni, Comunità montane e Unioni montane. E servono«aste del legno»coordinate da più Comuni insieme, attraversoUffici forestali di valle— uno per Comunità o Unione montana — per valorizzare davvero le filiere locali. Come dice chiaramente Uncem:«Una impresa forestale che muore è un pezzo di montagna che muore.»
3. Certificazione forestale come priorità.PEFCeFSCaumentano il valore della materia prima e tutelano i territori. La pianificazione di tutte le superfici pubbliche va finanziata. E i Parchi — regionali e nazionali — devono dare l’esempio: la legge 394 li obbliga, ed è arrivato il momento di applicarla fino in fondo.«La natura ci ringrazia», scrive Uncem, senza ironia.
4. Superare la frammentazione fondiaria.Si parte dal bosco, ma si passa inevitabilmente dal problema dellaparcellizzazionedella proprietà. Senza affrontarlo, qualsiasi strategia rischia di restare bloccata sul nascere. Servono strumenti normativi e fiscali per aggregare le proprietà, favorire le gestioni associate, ridare senso economico alla cura del bosco anche per i piccoli proprietari privati.
Montagna e filiere forestali: una questione di sopravvivenza
Non è retorica. I numeri parlano chiaro: l’Italia ha circa11 milioni di ettari di foresta, ma ne utilizza una quota minima rispetto al potenziale. Nel frattempo, il rischio idrogeologico cresce, gli incendi aumentano, e le comunità montane si svuotano. Gestire bene il bosconon è solo economia: è prevenzione, è presidio del territorio, è identità.
Uncem lo ripete da anni. Ma ora chiede un salto di qualità. I restanti punti della roadmap — che completano i 10 — toccano temi come laformazione professionaleper gli operatori forestali, il rafforzamento deiConsorzi forestali, il ruolo deiGAL e dei BIMnel finanziare la pianificazione, l’integrazione con le politiche energetiche legate allabiomassae al legno da costruzione.
C’è poi il tema dellacomunicazione: far capire ai cittadini — e ai decisori politici — che il bosco non è uno spazio da lasciare a se stesso, ma una risorsa da governare con intelligenza. La cultura forestale in Italia è ancora troppo debole. E si paga.
«Nel NOI» la forza della strategia forestale nazionale
La parola chiave che torna nel documento di Uncem è«nel NOI». Non esistono soluzioni individuali per le filiere forestali. Servono reti, cooperazione, visione condivisa. Lo dicono le imprese che lavorano in bosco ogni giorno. Lo dicono i Sindaci dei piccoli Comuni che vedono i loro territori cambiare. Lo dice chi studia il cambiamento climatico e sa chele foreste sono una delle poche risposte concreteche abbiamo a disposizione.
Bosco e Territorioè stato anche questo: un luogo dove voci diverse si sono incontrate, hanno litigato un po’, si sono ascoltate. E hanno capito che lavorare insieme non è una scelta ideale, è una necessità pratica.
Per approfondire le politiche legate allagestione forestale e allo sviluppo dei territori montani, puoi leggere anche gli approfondimenti suwalterferrari.it. E per restare aggiornato sulle notizie legate all’ambiente e alla natura nel territorio, segui la sezionePassione Natura di 7giorni.info.
L’appuntamento è a Bologna nel 2027. Ma il lavoro inizia adesso.Non c’è più tempo da perdere.
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