Fiori spontanei di Lombardia: un libro che nasce da una passione di una vita
Tra memoria, biodiversità e il rischio di perdere per sempre colori che abbiamo sempre dato per scontati
Una passione che viene da lontano, dai campi di Peschiera Borromeo
C’è qualcosa di profondamente bello nel sapere che un libro nasce da un ricordo d’infanzia.Flavio Ghilotti, autore di«Fiori spontanei di Lombardia», racconta di quando, da bambino, percorreva a piedi il tragitto da Bettola a Peschiera Borromeo accompagnato da un gruppo di ragazzini e da una nonna di quartiere. Era la seconda metà degli anni ’50, e lungo la strada era quasi un rito raccogliere unmazzetto di fiori spontaneida regalare alla maestra: bucaneve, violette, margherite, papaveri. Gesti semplici, di una quotidianità oggi quasi impossibile da immaginare per chi cresce in città. Quella passione non si è mai spenta. Anzi, si è trasformata nel tempo in qualcosa di più strutturato: una doppia vocazione per la botanica e per la fotografia che ha portato l’autore a girare la Lombardia in lungo e in largo, dalla pianura fino oltre i 2500 metri di quota, per osservare, fotografare e catalogare le specie che popolano — o che popolavano — il nostro territorio.
Fiori spontanei di Lombardia: 204 schede, cinque anni di lavoro sul campo
Il risultato è un volume che raccoglie204 schede didattiche, costruite con lo stesso rigore dei due lavori precedenti dedicati ad alberi e arbusti di Peschiera Borromeo. Per ogni specie si trovano le fotografie, il nome comune, il nome scientifico, la famiglia botanica, l’altezza, il periodo di fioritura, la quota altimetrica e l’habitat di riferimento. Non è un catalogo freddo: è il frutto dioltre cinque anni di escursioni, di mattinate alzandosi presto per trovare la luce giusta, di camminate in zone che molti di noi attraversano senza nemmeno fermarsi a guardare. Il libro è stato presentato il 16 maggio 2015 presso il salone dell’oratorio diTriginto di Mediglia, con una serata aperta al pubblico in cui l’autore ha illustrato le specie più significative attraverso la proiezione delle immagini. Un appuntamento pensato per chi vuole capire cosa cresce intorno a noi, spesso senza che ce ne accorgiamo.
La biodiversità a rischio: i fiordalisi blu non ci sono più
C’è però una nota amara che attraversa tutto il lavoro.Molte delle specie descritte sono protette dalla legge, e alcune figurano negli elenchi nazionali e regionali delle piante a rischio di estinzione. Il simbolo più immediato di questa perdita? Ifiordalisi blu, scomparsi dai campi di grano. Eliminati dall’uso massiccio di diserbanti selettivi, dalle pratiche agronomiche intensive, dalla riduzione progressiva degli spazi naturali. Anche nel sud-est milanese, un territorio che fino a pochi decenni fa era costellato di campagne vive e fossi pieni di rane, il paesaggio è cambiato radicalmente. I papaveri resistono ancora — considerati infestanti, sfuggono ai trattamenti — ma sono sempre più soli.Raccontare questi fiori, nominarli, fotografarli, è già un atto di tutela.E un invito a non smettere di guardarli.
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