Cigno Nero a Vizzolo Predabissi: la cava della Teem diventa un’oasi naturalistica
Quando uno scavo stradale diventa un paradiso per la fauna selvatica
Una telefonata e una scoperta inaspettata
Tutto nasce da una telefonata di novembre 2016.Paolo Zucchelli, appassionato di natura, chiamaWalter Ferrariper segnalargli qualcosa di insolito: in una cava vicino aVizzolo Predabissi, quella scavata per la realizzazione dellaTEEM, si sono stabiliti decine di uccelli acquatici. Germani reali, folaghe, gallinelle, cormorani. Un laghetto nato quasi per caso da un cantiere autostradale che si è trasformato, nel giro di pochi mesi, in un punto di sosta e rifugio per la fauna locale. Ma la vera sorpresa arriva subito: nel mezzo di questo specchio d’acqua nuotano tranquillicinque Cigni Neri. Cinque. Insieme. Una scena rarissima nel nord Italia.
Il Cigno Nero: un ospite australiano nel sud-est milanese
IlCigno Nero(Cygnus atratus) è originario dell’Australia, dove nidifica in grandi colonie sui laghi e nelle paludi. Da noi è arrivato come uccello ornamentale, e oggi qualche esemplare vive allo stato libero — discendente di individui fuggiti dai parchi o deliberatamente liberati. Vederlo è già un evento. Vederne cinque in un colpo solo, in una ex cava di ghiaia della campagna lodigiana, è qualcosa che succede davvero raramente. Walter Ferrari lo sa bene: negli anni aveva già avvistato qualche esemplare isolato — nel 2011 all’oasi di Pantigliate, nel 2012 al laghetto diMilano 2, nel 2015 alParco Ittico di Villa Pompeiana. Macinque adulti tutti insiemenon gli era mai capitato. Il piumaggio è quasi interamente nero, tranne le piume remiganti che si rivelano bianche solo in volo. Il becco rosso brillante con la caratteristica riga bianca lo rende inconfondibile. Un uccello elegante, imponente, lungo fino a 140 cm con un’apertura alare che sfiora i 180.
La notizia fa il giro dei giornali — e arriva anche in tv
Walter passa la voce all’amicoMaurizio Zanoni, giornalista delCittadino di Lodi, che pubblica un articolo. Le foto dei cinque cigni neri cominciano a girare, la storia si diffonde velocemente. Presto ne parlano diversi giornali e ancheRai 3 Lombardia, che intervista Walter Ferrari eLuisa Salvatori, assessore all’Ambiente di Vizzolo Predabissi. Nel frattempo, la ex cava viene ufficialmente riconosciuta per quello che è diventata:un’oasi naturalistica. Un piccolo miracolo ambientale nato, paradossalmente, da un grande cantiere. La storia di questo laghetto dimostra che la natura, quando le si lascia un po’ di spazio, sa come riprendersi i propri angoli — anche in mezzo alla pianura padana.
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