L’araucaria, la pianta dalle foglie a scaglie che sfida le leggi della geometria
Importata in Europa nel 1795 e oggi diffusa in Italia a scopo ornamentale, coltivata sia in terra che in vaso e persino utilizzata nell’arte del bonsai
L’araucariaè unapiantache non può passare inosservata. La suastruttura architettonica, caratterizzata daramiche si snodano secondoangolature apparentemente impossibili, la rende un elemento unico nelpanorama botanico. Originaria dell’America del Sud, e in particolare delCile, questa specie appartiene a unafamiglia antichissima, leAraucariaceae, che popolava la Terra già all’epoca deidinosauri. La suaesteticaè dominata dallefoglie squamose,rigideeappuntite, che ricoprono interamente i rami creando una sorta dicorazza naturale.
Una geometria naturale sorprendente
Laparticolarità principaledell’araucariarisiede nella suasimmetria quasi perfetta. Iramisi sviluppano inverticilli orizzontali regolari, conferendo alla pianta una formapiramidaleche tende a diventare piùarrotondatacon il passare deidecenni. Nelle zone d’origine, come lependici delle Ande, questialberipossono raggiungere dimensionimonumentali, superando icinquanta metri d’altezza. Iltronco, dritto e robusto, presenta unacorteccia grigiastra e rugosache si stacca inplacche, proteggendo il cuore della pianta dalletemperature rigidedelle zonemontane.
Coltivazione e adattamento nel clima mediterraneo
Nonostante le sue originiesotiche, l’araucariasi è adattata bene a diverselatitudini, compresa quellaitaliana. La varietà più comune nei nostrigiardiniè l’Araucaria araucana, nota anche come“pino del Cile”o“rompicapo delle scimmie”, soprannome dovuto alla fitta trama difoglie pungentiche impedirebbe a un animale di arrampicarsi. Per una crescita ottimale, lapiantanecessita diterreni ben drenatie di unaposizione soleggiata. Pur sopportando ilfreddo, teme iristagni idriciche possono compromettere la salute delleradicie la lucentezza delfogliame.

La pagina di 7giorni sull’argomento
