Api e miele: un viaggio dentro l’alveare con un apicoltore di Settala
Il mondo segreto degli alveari raccontato da chi lo conosce da cinquant’anni
Un insetto straordinario, una società perfetta
Pochi esseri viventi sono organizzati come le api. Dentro ogni alveare c’è un mondo intero: unareginacapace di deporre fino a tremila uova al giorno, migliaia di operaie instancabili, e i fuchi che hanno un ruolo preciso e circoscritto. È una società che funziona come un orologio, dove nessuno sbaglia il suo turno. L’ape operaia, per esempio, vive appena quaranta o cinquanta giorni — ma in quel tempo costruisce i favi, difende l’arnia, raccoglie il nettare e lo trasforma in quello che tutti conosciamo: ilmiele. Un alimento che l’antichità considerava cibo degli dèi, e che ancora oggi nessuna tecnologia moderna è riuscita davvero a replicare.
Il miele: non è tutto uguale
Lo sapevi che il miele cambia sapore, colore e profumo a seconda dei fiori visitati dalle api? Si va dal giallo chiarissimo dell’acacia all’ambrato scuro del castagno, passando per il tiglio, l’eucalipto, l’erba medica e il classico millefiori.Ogni varietà ha caratteristiche nutrizionali diverse, ma tutte condividono una base ricchissima: zuccheri semplici subito assimilabili, sali minerali come ferro e fosforo, vitamine. È particolarmente indicato nella dieta dei bambini e degli anziani. Un prodotto che la natura ci offre già pronto — basta non rovinarlo.
A Settala c’è chi lo fa da tre generazioni
Per capire davvero come nasce il miele, non bastano i libri. Bisogna incontrare chi le api le frequenta ogni giorno da una vita. È quello che ha fatto l’autore di questo articolo, andando a trovareOvidio Locatelli, apicoltore diSettalacon oltre cinquant’anni di esperienza e una passione ereditata da padre e nonno. Settecento arnie dislocate nel territorio, alcune anche in province più lontane per la produzione di miele monofloreale: tarassaco, acacia, castagno, tiglio, melata. Una produzione annua che si misura in tonnellate. Un patrimonio di conoscenza e dedizione che vale la pena scoprire, perché dietro ogni vasetto di miele c’è una storia che«inizia molto prima che le api escano dall’alveare».
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