Fiori spontanei di Lombardia
Presentazione — Walter Ferrari
Da sempre sono affascinato e incuriosito dallanatura. Fin da bambino ricordo che rincorrevo lefarfalle, ammiravo leranenei fossi vicino a casa, ascoltavo il canto degliuccellie raccoglievo ifiori. Certamente ero agevolato dal fatto che abitavo incampagna.
In età scolare, parlo della seconda metà degli anni ’50, andavo a scuola a piedi (il vero “pedibus”) da Bettola a Peschiera, accompagnato dalla nonna di un bambino di un gruppo formato da una quindicina tra maschi e femmine. Lungo il tragitto, in primavera-estate, era buona norma raccogliere un mazzetto difiori spontaneida donare alla maestra:bucaneve,violette,margherite,papaveri.
Molti anni sono passati da allora; oggi la vita in città ci mette raramente a contatto con ifiori spontanei, in via di sparizione a causa dellacementificazionee dell’uso didiserbanti selettivi. Ifiordalisi blusono scomparsi dai campi di grano; resistono ancora ipapaveri, specie infestante capace di sbucare persino dall’asfalto ai bordi delle strade.
Da una decina d’anni la mia passione per labotanicaha avuto un’impennata (da quando sono inpensione) e, unita alla passione per lafotografia, mi ha permesso di arricchire notevolmente il mio archivio difiori spontaneiritrovati durante escursioni dalla pianura ai monti oltre i 2500 metri.
Ecco quindi il motivo per cui, dopo aver realizzato 2 libri (CD) su alberi e arbusti di Peschiera Borromeo, mi sono cimentato nella realizzazione di questo libro su fiori spontanei di Lombardia, impegnativo per la vastità del territorio e per il numero di tipologie presenti. Mi sono limitato a204 specie, osservate, fotografate e catalogate nell’arco di cinque anni.
Il libro è composto da 204 schede didattiche con circa 700 fotografie, nome comune, nome scientifico, classificazione, famiglia e caratteristiche tecniche:altezza,fioritura,quota altimetricaehabitat.
È opportuno precisare che molte piante descritte sono protette dalle leggi vigenti e alcune sono inserite negli elenchi delle specie in via di estinzione. La tutela delle specie spontanee è fondamentale per la conservazione dellabiodiversità.
Il rischio di estinzione di molte specie spontanee è un tema prioritario. Le azioni di tutela e informazione danno risultati concreti, come nel caso dellastella alpina, oggi maggiormente diffusa grazie alla protezione.
Il mio appello va agliescursionistiaffinché rispettino rigorosamente le specie vegetali e l’ambiente.
Chiudo con una frase diClaudio Brissoni: “Un fiore dona sempre un sorriso, anche in mezzo alla bufera”, emozione che ho provato anch’io davanti a un gruppo diCampanula barbatadurante un’escursione in alta quota sotto la pioggia.
Alcune specie descritte nel volume:
Specie protette:la maggior parte delle piante descritte è tutelata dalle leggi vigenti; alcune figurano negli elenchi nazionali e regionali delle specie botaniche a rischio di estinzione. L'autore invita ogni escursionista al più rigoroso rispetto delle specie vegetali e dell'ambiente.
Prefazione — Luca Mangili, Flora Alpina Bergamasca (FAB)
Il fiore, specie se vistoso, è la parte della pianta che più attrae la nostra attenzione. I grandi alberi e gli arbusti si fanno notare anche per le loro dimensioni, ma le piante erbacee costituiscono agli occhi dei profani un insieme indistinto, entro il quale ci si può districare solo al momento della fioritura. Ovviamente le cose non stanno in questi termini: ogni specie presenta caratteristiche proprie che ne rendono possibile il riconoscimento anche in base ai soli caratteri vegetativi, ma partendo dal fiore la determinazione è sicuramente più facile ed alla portata di tutti coloro che intendono accostarsi al mondo delle piante, anche da neofiti, purché animati da tanta curiosità ed autentico interesse. Lo sa bene l’amico Walter Ferrari, che in questo suo lavoro (il terzo, dopo “Gli alberi” e “Gli arbusti” di Peschiera Borromeo) propone una selezione di fiori, dalla pianura alla montagna. Alcuni sono molto comuni, altri meno frequenti, ma tutti valgono a rappresentare compiutamente la straordinaria varietà delle specie presenti sul territorio lombardo. Pur allargando lo sguardo all’intera regione, Walter non trascura la sua Peschiera Borromeo, includendo nel suo lavoro varie specie che ancora crescono bei boschetti, nelle siepi e nei prati seminaturali, ultime e preziose testimoni di epoche lontane, quando ancora la pianura conservava un elevato grado di naturalità. Ma Walter ci accompagna con pazienza e competenza anche sui colli assolati, nei boschi ombrosi, nelle praterie alpine, sui vasti macereti detritici e sulle creste rocciose, ovunque la sua passione di naturalista lo ha portato in cerca di fiori. Acquisire conoscenza significa passare da un approccio esclusivamente estetico ad uno più consapevole. Da semplici “fiori” le piante trattate diverranno specie con una propria individualità, indicatrici di particolari condizioni ecologiche e con una storia avvincente che le ha condotte, attraverso il tempo e lo spazio fino a noi. Del tutto giustificate appariranno, a questo punto, le esigenze di tutela sia delle singole specie che degli habitat in cui crescono. Nell’accostarsi alla botanica c’è sempre un po’ di timore da parte del profano: nomi latini, famiglie e termini specialistici rischiano di far passare per arida una disciplina che per sua natura indaga un mondo di armoniosa bellezza, dove lo stupore è sempre dietro l’angolo. Non tema il profano di compiere il grande passo: l’apprezzamento estetico non verrà meno, ma sarà anzi “potenziato” dal sapere acquisito. Vedrà i fiori non solo con gli occhi, ma anche con la mente ed il cuore.
Luca Mangili — Flora Alpina Bergamasca (FAB)Cosa trovi nel libro
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