Combi Mais PLUS: droni e agricoltura sostenibile per il mais del futuro
Il protocollo ideato da Mario Vigo compie un altro passo avanti
Combi Mais PLUS segna una nuova tappa nell’agricoltura sostenibile italiana: per la prima volta i droni entrano nelle fasi operative di coltivazione del mais. Non come sperimentazione da laboratorio, ma come strumento concreto già attivo nella protezione delle piante con biostimolanti. Il protocollo ideato da Mario Vigo e affinato in tredici anni di lavoro sul campo si rinnova nel nome e nella sostanza, puntando con decisione sul precision farming e sulle tecnologie del futuro.
Precision farming, zero CO₂ e nuovi alleati per affrontare le sfide dell’agricoltura moderna
Combi Mais PLUS non è solo un cambio di etichetta. È un salto di qualità che porta con sé una squadra più ampia, strumenti più avanzati e una visione ancora più netta: produrre di più usando meno risorse, nel rispetto dell’ambiente e della filiera agroalimentare. Un modello che risponde in modo concreto alle sfide che il settore agricolo si trova ad affrontare oggi — dal clima che cambia alle nuove normative, fino alla crescente attenzione dei consumatori verso la qualità e la sostenibilità di ciò che finisce nel piatto.
Guidato ora da Mario e dal figlioAndrea Vigo, il protocollo rinnova anche la squadra dei partner con due nuovi ingressi e un partner tecnico specializzato proprio nell’uso dei droni in ambito agricolo.

Combi Mais PLUS agricoltura sostenibile droni coltivazione maisLa squadra si rinnova
Combi Mais PLUS non cambia solo gli strumenti. Cambia anche la squadra. Il protocollo, ora guidato da Mario e dal figlioAndrea Vigo, accoglie due nuovi partner e un partner tecnico di rilievo.
Il primo nuovo ingresso èSipcam Italia, parte del gruppo multinazionale Sipcam Oxon, attivo da ottant’anni nello sviluppo e nella commercializzazione di soluzioni per la difesa e la nutrizione delle colture: dai tradizionali agrofarmaci ai biostimolanti, dai biorazionali ai fertilizzanti speciali.
Il secondo èC.Gre.Ca, compagnia assicurativa specializzata nei rischi agricoli — una presenza tutt’altro che secondaria in un momento in cui il clima mette sempre più a dura prova i raccolti. Come partner tecnico, invece, entra in squadraCSDA Media Factory, realtà nata in ambito aeronautico e ormai punto di riferimento nel campo dei droni.
Questi nuovi arrivi si affiancano ai partner storici del protocollo:Unimer, leader italiano nei fertilizzanti solidi a valenza ambientale (che quest’anno aggiunge anche le specialità liquide della nuova linea Unifluid);Netafim, numero uno al mondo nell’irrigazione a goccia;Bayer CropScience, con le sue soluzioni per la protezione delle colture, il marchio Dekalb per la genetica e la piattaforma digitale FieldView per l’agricoltura di precisione; eRi.Vi., specializzata nell’assistenza di macchine e attrezzature agricole di ultima generazione.
Il coordinamento agronomico è affidato al dottorLeonardo Bertolani, mentre tutte le attività sono seguite dalDipartimento di Agronomia dell’Università di Torino, guidato dal professorAmedeo Reyneri.
Tecnologia e risparmio: i droni e l’acqua
Cosa significa davvero “PLUS”
Combi Mais PLUS è oggi uno dei protocolli di agricoltura sostenibile più innovativi d’Italia. L’uso dei droni nelle fasi di coltivazione ne è la dimostrazione più concreta.
Sul fronte dellagenetica, Combi Mais PLUS punta a un mais sempre più sano e completamente esente da micotossine. È un obiettivo tutt’altro che banale: il mais è tra le colture più vulnerabili all’attacco di funghi tossigeni, soprattutto in condizioni climatiche difficili. I dati della scorsa campagna lo confermano senza mezzi termini — il 75% delle piante ha subito questa problematica.
Sul piano ambientale, il protocollo prevede un bilancio di crediti di carbonio altamente positivo, puntando azero emissioni di CO₂. Un impegno che non è solo una dichiarazione d’intenti ma è parte strutturale del modello produttivo.
Sul fronte idrico, le soluzioni di micro-irrigazione e irrigazione a goccia permettono di monitorare i consumi direttamente dallo smartphone. Tutto questo grazie a una sensoristica integrata che restituisce in tempo reale i dati su acqua ed energia consumate.
C’è poi la questione deifertilizzanti. Combi Mais si sta già muovendo in anticipo rispetto a un cambiamento normativo importante: dal 1° gennaio 2028, nel Bacino Padano sarà vietato l’utilizzo dell’urea. Il protocollo sta già lavorando su soluzioni alternative, con una spiccata attenzione ai fertilizzanti organo-minerali e ai formulati innovativi per la tutela biofisica del suolo. L’obiettivo è garantire alle piante una maggiore resistenza agli stress ambientali, migliorando lo sviluppo dell’apparato radicale.
E infine i droni, che entrano in campo non solo per le operazioni di protezione delle piante, ma affiancano anche la programmazione e la lavorazione del terreno, grazie all’uso di macchinari di ultima generazione.
Le parole di chi ci crede
Mario Vigo, presidente di Innovagri e ideatore del protocollo, spiega con chiarezza la filosofia che muove il progetto: «Perché Combi Mais Plus? Riteniamo che per risolvere le criticità imposte da un quadro storico e geopolitico complesso come quello odierno. Produrre di più sfruttando nel contempo meno risorse sia la chiave per affrontare le sfide del settore. Combi Mais ci riesce grazie ai suoi Plus, confermandosi una risposta vincente per l’agricoltura del futuro».
A fare eco alle sue parole c’è ancheAlessandro Beduschi, assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste. «Combi Mais dimostra, anno dopo anno, una capacità rara: cogliere e spesso anticipare il meglio che la tecnologia può offrire all’agricoltura, traducendolo in applicazioni concrete. È questa la sua forza. Non un esercizio teorico, ma un’iniziativa pionieristica che porta in campo le migliori innovazioni. Le mette al servizio di una coltura strategica come il mais, centrale per la Lombardia e per l’intero sistema agroalimentare nazionale», ha spiegato il membro dell’esecutivo regionale.
Per chi vuole saperne di più:www.combimais.it